FEBBRE DA HOT ROD

- Breve e sobria panoramica sulle auto Americane-

 

<< …HOT ROD, biella rovente, è una parola che racchiude un universo… che mi porta a pensare ad un epoca nostalgica, un passato epico di duelli outlaw , all’ American Graffiti, sfide dal sapore di laghi salati…  su bolidi a 4 ruote intorno ad un enorme motore, cioè tutto quello che è sufficiente ad un auto…>> 

by  Erik Pernisco

                                                                                                      <<…Tutututu…tutututu…tutututu…tutututu…una piccola pressione del piede sul pedale e …tran!…tran!…tran!… Aumentano i giri e le vibrazioni…>>.

  …Certo è veramente riduttivo e sciocco cercare di imitare i suoni e riportarli trascritti a parole…

  …Spesso nella mia contorta mente, i pensieri avrebbero, senza ombra di dubbio, bisogno di “una messa a punto”, nonostante questo problema “alla centralina”, che i più chiamano cervello ( anche se forse sono come un auto d’ epoca, ne sono sprovvisto… ), mi perdo in meditazioni profonde… talmente impegnate che non solo mi addormento, ma russo anche…

Quando però riesco a restare sveglio, a questo punto mi viene spontaneo aprire una parentesi, ed attenzione la chiudo anche… , ricordare quello che diceva un mio noioso professore: non basta alzarsi dal letto, ma anche svegliarsi! Quindi provo a far funzionare seppur al “minimo” la “testata”, e così penso… peccato che come si può facilmente intuire i miei pensieri non sono da intellettuale, anzi proprio in antitesi, convergono quasi esclusivamente verso il grasso, sporco ed unto mondo dei motori! Anche se ormai con le vetture moderne la realtà è ben diversa, tutto è più pulito e sterile, come nello studio di un chirurgo… al giorno d’ oggi occorrono piuttosto i soldi di quel medico per comprare una semplice utilitaria… 

Ogni volta, mentre sprofondo nei pensieri dal sapore di benzina, mi ritorna alle orecchie l’ eco del borbottio di uno scoppiettante V8, e se mi capita di trovarmi solo, al riparo da sguardi indiscreti che potrebbero giudicarmi da ricovero in clinica psichiatrica, senza accorgermene mi ritrovo come un bambino a cercare d’imitarne il non-riproducibile rumore meccanico… :

<< Tutututu…maaan maaaaaaan maaaaaaaan… trantran… sbadababammm! Fiuuuuhhhh… !!!>> Ho fuso…in tutti i sensi…

  Quando mi sfreccia vicino una moto oppure un’auto provo ad imitare l’ effetto acustico provocato dal propulsore (tanto per capirci un po’ come nel promo di “Teledittaaaaaaaa” che imitavano il suono del sibilo di una vettura in corsa…)…

Non preoccupatevi, ho già prenotato la visita dallo strizza-cervelli, ma più strizzato di così non si può, l’ ultima speranza è quella di fare il promoter di qualcosa di veramente spremuto come un noto mocio per pavimenti…

Mi consolo pensando che ogni persona che possiede una qualsiasi passione in fondo può esser considerato come soggetto ad una mania. In realtà, non sono ne malato ne arrivato a livelli maniaci da serial killer, o poco meno… , ma il mondo dei motori, attira i miei interessi ed il mio tempo libero, in particolare mi affascina la cultura Hot Rod, la Kustom Kulture (KK), il chopperizzare e tutto il resto, mi piace considerarlo come un personale svago, il mio hobby, il mio divertimento che mi consente di dimenticare tutto il resto… anche se non sempre condivido quest’ ultima frase, infatti preferirei ricordarmi delle tasse, ma non pagarle… (per fortuna con le auto d’epoca, niente bollo…!)

  Qualcuno in mezzo a tutte queste cavolate si starà domandando il significato di HOT ROD, CHOPPER e KK, quindi mi tocca fare il serio... non è difficile spiegarne o darne i connotati, ma a tali termini ognuno può legare delle associazioni d’idee e concetti personali differenti… a proposito di rappresentazioni mentali mi vedo già i più maliziosi… che traducendo alla lettera dall’ inglese, “biella-stantuffo caldo” (= hot rod), si fa delle strane idee… mica sono i nomi tradotti in gergo di alcuni volgari vibratori (…che idea però… abbinare la funzione riscaldato…domani vado a brevettarlo…)!

  Per me HOT ROD, biella rovente, è una parola che racchiude un universo… che mi porta a pensare ad un epoca nostalgica, un passato epico di duelli outlaw , all’ American Graffiti, sfide dal sapore di laghi salati…  su bolidi a 4 ruote intorno ad un enorme motore, cioè tutto quello che è sufficiente ad un auto… bè se vogliamo fare i pignoli mettiamoci anche un volante, xò dei freni si può farne a meno…

L’ hot rod nasce all’incirca negli anni del dopoguerra dai giovani americani che spinti dal desiderio di esser motorizzati, ma non disponendo del denaro per acquistare dei mezzi nuovi, ricorrevano all’ obsoleto parco macchine statunitense, utilizzando delle vecchie vetture (soprattutto grazie alla diffusione di massa voluta anni prima dallo “zio” Henry Ford) a cui apportavano sostanziali modifiche estetiche e meccaniche al fine di far apprezzare maggiormente i loro bolidi.

Il binomio inscindibile con hot rod revocato nella mia mente, è la Ford del 1932 (e tutte le ford del decennio degli anni trenta) in tutte le sue versioni, la regina incontrastata degli amanti di questo particolare mondo, che ha fatto e lo fa tuttora, sognare generazioni di giovani e di maturi rodders.

Questo movimento viene sancito alla fine degli anni quaranta dalla pubblicazione di una rivista americana denominata appunto Hot Rod.

  Con chopperizzare intendo la mania che porta a segare il tetto dell’ abitacolo per abbassarne l’ altezza e render più cattiva la fisionomia della carrozzeria (esempi comuni a cui si abbina alla perfezione sono le Mercury tra il ’49 e ’51) e con Kustom Kulture, la cultura, la filosofia, un movimento, l’arte di ki vive con la febbre della modifica, alla ricerca del proprio stile ed originalità, naturalmente in modo inscindibile dalla passione per i motori, vissuta 25h su 24! Per uscire dall’ appiattimento della normalità, per esprimere la propria soggettività...

  “…Degli artisti della meccanica, dei poeti delle carrozzerie…” .

Malati al punto che un sedile anni ’50 diventa la migliore delle alcove… in cui le fiancate della stessa auto diventano una tela sui cui dipingere, magari dopo aver precedentemente modificato le sue linee, per lasciar emergere la propria vena artistica dando vita a dei capolavori a 4 ruote…

  Anche questa cultura alternativa, nasce e si diffonde negli States da personaggi che inseguito a distanza di molti anni vengono considerati dei veri e propri miti e spazia in tutti settori artistici, dalla pittura alla musica, i mezzi su cui esprimersi vanno dalle auto ai camion, dalle moto alle biciclette, dai frigoriferi alle cassette delle poste…

  Col termine “custom” è possibile intendere anche la modifica solo estetica delle vetture quindi riferite solo alla carrozzeria senza interventi alla meccanica. Mentre se le trasformazioni sono apportate al fine di aumentare le prestazioni, si usa piuttosto “Hot rod”, mentre “street rod” per auto modificate anche sostanzialmente ma “entro i limiti” della legge… e con “drag” (dragster) mezzi dalle accelerazioni brucianti che hanno ben poco delle classiche vetture, detto tra noi abbastanza fuorilegge… questa è solo una scarsa e riassuntiva classificazione…

  Tutti questi concetti sono alcune piccolissime schegge di un mondo totalmente sconosciuto nel nostro paese, che ha origini lontane nel tempo risalente ad almeno 60 anni fa, che comincia solo negli ultimi tempi ad esser conosciuto nel suolo italico. In Italia, si son sempre modificate le vetture ma i connotati eran differenti, forse si badava meno all’ estetica ma più alla funzionalità…

Le ragioni della mancanza della diffusione dell’ “hot rodding” da noi sono molteplici, presenti e passate: la devastazione della guerra mondiale, la scomparsa di veicoli precedenti al conflitto per la realizzazione di armi, le crisi economiche, le severe leggi in materia, forse anche perché l’ Italia seppur legata ad una tradizione motoristica di tutto rispetto se non invidiabile, ricca di glorie, successi e progressi tecnologici in questo campo, forse presenta una storia un pochino più snob, costituita nella maggior parte dei casi da grandi carrozzieri e costruttori famosi, senza nulla togliere a queste persone degne di lode, per lo più non costituita da semplici giovani dal grande talento con pochi soldini nelle tasche che intendono rimettere a nuovo un mezzo da demolizione per spostarsi e portare fuori la ragazza…

“Forse eravam troppo poveri…. Al punto che mancavano non solo i soldini, pure le tasche… e bastava una bicicletta per esser dei cavalieri…”

I nostri anni ’50 eran sicuramente più modesti…

  Comunque in questi ultimi tempi iniziano a prender piede anche da noi questi fenomeni legati al mondo dell’ auto americana e si sente sempre più spesso parlare di tutto ciò, o meglio si sentono rombare sempre più motori…

  Le ragioni di questa diffusione sono molteplici, sarà motivata dal fatto che come dicono i detrattori “tu vo fa l’ americano…” o sarà perché si vuole far colpo sempre sulle ragazze… oppure perché in realtà si vuole romper gli schemi delle grandi produzioni automobilistiche che hanno perso la personalità, l’ originalità…

  In Italia, purtroppo la legislazione vieta tutto quello che è originale… e non tiene conto che spesso alcune modifiche aumentano solo la sicurezza e non mettono in pericolo nessuno…come ad esempio sostituire dei vecchi freni a tamburo con dei dischi più moderni, normalmente è vietato…

per fortuna che con l’Europa e le sue leggi comunitarie adesso si posson trovare delle scappatoie legali…

  Se non vi basta, vi tocca trasferirvi in America oppure provate a prender la cittadinanza svizzera cosi avrete maggiore libertà... ma io son fiero d’ esser italiano... pizza, mandolino e baffo nero...

  La febbre per questi veicoli è in ascesa in tutto il mondo basta vedere che in quasi tutte le aste cosiddette serie son sempre di più quelli disposti a sborsare cifre da capogiro per aggiudicarsi auto che rientrano in questa filosofia, solo per citare un esempio, ultimamente ad una nota asta una Lincoln Zefir hot rod del 1938 è stata venduta per 312mila euro, battendo auto più blasonate… Purtroppo consegue anche che i prezzi dell’ usato d’epoca americano nella nostra penisola inizino a lievitare…o decollare se preferite…

Anche i raduni iniziano ad aumentare, le riviste tradizionali di automobilismo iniziano ad interessarsi e sempre più persone cominciano ad appassionarsi…

  Ai giorni nostri però la cultura della modifica delle auto perde la strada tracciata dal “Hot rod”, viene travisata la sua essenza ma presenta radici che possono ritrovarsi in essa, nasce così un nuovo fenomeno (reso noto dal film moderno “Fast&Furious”) che prende il nome di “Tuning” che non riguarda solo le vetture americane… e riscuote giudizi contrastanti negli attempati rodders… Ad ognuno esprimere un parere…

Nascono anche altri nuovi fenomeni che si miscelano a tutto ciò, come ad esempio il “Dub”, che in slang da ghetto stà ad indicare il numero 20, ovvero i cerchi da 20”, quindi l’abbinare a qualsiasi vettura (preferibilmente a veicoli degli anni 80) dei grossi cerchioni il tutto condito da un andamento “Lowrider”, altezza delle auto dal suolo a rasoterra…

  Cosa devo dirvi, ciascuno ha la sua passione, le sue preferenze, sia in campo automobilistico sia in altri settori: chi ama le auto, chi le odia, chi odia lo sport e chi gioca a calcio, chi ama guardar le partite di calcio, chi ama e basta… cioè tromba le mogli di chi va allo stadio a guardare gli incontri sportivi… e chi ama i motori. Voi in quale vi riconoscete..?

D’ altronde le donne ritagliano il loro spazio affianco ai motori, o sul sedile…, il binomio donne e motori è inscindibile, sarò poco originale: “donne e motori gioie e dolori”, il problema e riuscire a capire quali sono le gioie e quali i dolori… naturalmente scherzo, non me ne vogliano male le signorine…

  Bhè tutte queste persone sono accomunate dall’ attendere il fine settimana per potersi dedicare alle proprie passioni… per distrarsi dal lavoro e dedicarsi agli svaghi, i tifosi del calcio fremono, per il match, gli amanti dei motori non vedono l’ ora per esser liberi di farsi un giro sui propri bolidi…insomma il fine settimana tutti staccano la spina, io invece per lo più  l’ attacco la spina… quella della birra…

  A me piacciono le vetture americane… mi son sempre piaciute, sogno quotidianamente di possedere una ford ’32 street rod in stile nostalgia con un motore flathead, ma fin da bambino il primo amore è stato verso un modellino di una Dodge Challenger, una delle regine negli anni d’oro delle MUSCLE CARS, a cavallo (o meglio a tanti cavalli…) tra i ’60 e ’70, ovvero le macchine cosiddette “muscolose” per via dei grossi e potenti motori che nascondevano sotto i cofani, capaci di prestazioni brucianti… soprattutto per i poveri pneumatici… giocavo con questo genere di repliche a scala ridotta e mi ripromettevo che da grande ne avrei posseduto una…

Le muscle cars sono anche quelle probabilmente più facili da reperire e mantenere per coloro i quali intendono ad avvicinarsi per la prima volta alle americane… non parlo di fanciulle.. (in un recente film “Fuori in 60secondi” con Nicolas Cage si parlava delle auto come ragazze… anche lui stava proprio male…un altro contagiato…).

  Grande non son mai diventato, mi son dovuto accontentare di 1,65m, “bambini non fatevi fregare da quella storia che se mangiate diventate grandi…!”, comunque alla fine una macchina di quel genere, una modesta Plymouth Barracuda del ’68, con un po’ di sacrifici (tanti…) adesso dorme nel mio garage, vicino a quei giocattoli dimenticati in uno scatolone …

  …E pensare che i bambini moderni con l’ avvento delle consolle e dei computer, con tutti i simulatori di guida le possono già guidare…!!! E non spendono neanche per la benzina…

“Ai miei tempi…. È già…già,già...”.  Cosi mi sento più grande, come gli anziani al parco… dato che per un po’ più alto non c’è speranza…  A volte è bello parlare con persone più grandi che ti raccontano di quando eran giovani e giravano su auto e moto ormai sparite... peccato che per sentirmi grande devo mettermi in punta dei piedi…

  A volte vorrei viaggiare nel tempo, provo a chiuder gli occhi, ed immaginare come era il passato, fantastico di trovarmi sulla De Lorean, la macchina capace di andare a spasso in un cruisin tra passato e futuro, del film Ritorno al Futuro, rubata a Marty Mc Fly impersonato dall’ attore Michael J Fox  e vedere con i miei occhi altre epoche, chissà perché ogni volta che mi distraggo con questo pensiero mi viene in mente l’immagine di una vecchia cartolina raffigurante una via della mia città con tante auto parcheggiate, chissà come doveva essere…certo per tornare indietro nel tempo in Italia una 112 Abarth smarmittata sarebbe meglio… in altre epoche una Topolino o una 600… con una amerekkana non passerei certo inosservato… una volta nel nostro paese, i veicoli americani erano rari e di proprietà di poche persone agiate che potevamo permettersi di mantenerle, inseguito son diventate delle vetture da cerimonia destinate all’ uso dei matrimoni dei parenti… Finalmente solo adesso iniziano a esser comprese scrollandosi di dosso stereotipi e luoghi comuni…

Comunque con la 112 i freni a mano venivano bene…

  L’unica cosa certa è che mi perdo nei pensieri senza seguire un filo logico, passo d’argomenti ad altri…però è bello poter “customizzare” anche un articolo d’ auto, altrimenti si avrebbe la solita barbosa storia da libro di scuola…

  Questa strana febbre di cruising su auto particolari è una vera malattia che colpisce sempre più proseliti ed è difficile debellarla…

  <<…Tutututu…tutututu…tutututu…tutututu… tran…tran… traaaaan…traaaaannnn….>>

  Erik Pernisco