OTTOBRE 2007

HOT ROD REUNION BAKERSFIELD, CA - LOW RIDER SHOW, LAS VEGAS, NV

Interessantissimo viaggio che ci ha visti presenti a due delle maggiori manifestazioni in America oltre che come al solito girare in lungo e in largo alla ricerca di macchine e pezzi "interessanti" infatti preparatissimo, parto da Los Angeles con largo anticipo per non perdermi neanche un attimo di questo mega evento , personalmente sono anni che speravo di riuscire a ritagliarmi qualche giorno di vacanza in mezzo al viaggio di lavoro per vedere cotanto ben di Dio,infatti, per questo viaggio,  la Beata Vergine della Santa Accelerazione me lo ha finalmente concesso !! Figuratevi, vedere migliaia di Rod old school tutti insieme, e per di piu’ vederli in azione sulla strip che creo’ Wally Parks, wow !! amazing !! In definitiva erano già 8 giorni che facevo una testa cosi ai miei compagni di viaggio raccontandogli qualunque cosa su questo circuito e piu’ in particolare su questo evento, non tralasciando nulla neanche sul mitico Wally Parks che purtroppo , combinazione che rese la nostra partecipazione all’evento ancora piu’ significativa, aveva lasciato questo mondo solo qualche giorno prima. Non ero mai stato al Famoso Raceway prima d’ora e la mie informazioni su questo luogo ,culto del drag racing USA, erano tutte prese dai libri che divoravo avidamente prima dell’avvento di internet e dei vari siti web a lui dedicati. Mi aspettavo luci, megaimpianti, strade di accesso degne del piu’ grosso autodromo di formula 1 o strutture simili a quelle dei suntuosi ovali della Nascar. Sta di fatto che alla sera non riuscimmo quasi a trovarlo, tant’è che dubitammo anche di aver sbagliato strada se non addirittura città , infatti non si trova proprio a Bakersfiled, ma nella piccolissima cittadina di Mc Farland, sulla Famoso Road che non è assolutamente segnalata e, dulcis in fundo, credetemi , neanche il circuito è segnalato !!! Ma c’era !!! infatti al fondo di una stradina intravedemmo due tizi con delle pile che ci dissero di andare sempre dritto che avremmo trovato la drag strip. Gli chiesi il perché non ci fossero cartelli che indicassero il circuito e quasi come un “chettelodicoaffare” mi risposero “ perché non ce n’è bisogno,chi deve venirci sa dov’è” . Questo è uno dei motivi per cui amo certe cose !! Ricordo che anni fa mi trovai sulla intestate  46, vicino a Cholame, sempre in California, e mi resi conto grazie ad un cartello di normalissime dimensioni che indica la James Dean Memorial junction di essere nel punto esatto dove James Dean fece l’incidente mortale  col suo Porsche contro una Ford Tudor del 1950. Come non fermarsi in un posto del genere ? Andai nel primo drugstore e attaccai discorso con il Police Man di turno, incuriosito dal fatto che non ci fosse niente, o quasi , che ricordasse questo tragico episodio, sapete cosa mi rispose “Men…. We are not proud of this ! “ Non siamo orgogliosi di questo !! Ma vi rendete conto ! American way of life !Certi del fatto di averlo trovato, cominciamo a cercare un Hotel, missione facilissima in America, ogni exit della freeway è dotato di tutto, motel fast food, drugstore eccetera, infatti girammo piu’ di 30 di hotel e non si trovava una stanza neanche a pagare oro del Klondike !! Dopo 2 ore di peregrinazione a circa 50 km trovammo una stanza !! ma era quasi l’1 del mattino. Ci rendemmo conto che se per 50 km non avevamo trovato da dormire, chissà cosa ci sarebbe stato all’indomani su quella drag strip !! Le poche foto qui di seguito non riescono a dare giustizia a quello che vedemmo in quel giorno. Personalmente mi sono fatto  5 raduni dei Goodguys , e pensavo di avere visto il top nel mondo Hot Rod, raduni con più di 2000 rod, mica roba da niente, ma ragazzi, credetemi, non c’è niente di piu’ toccante ed elettrizzante della old school e qui al Famoso raceway c’è il top del top. Mentre giri tra stand e cose che hai visto solo sui libri, e dai una spallata chiedendogli anche scusa a Roy Brizio, la musica ti arriva dalla strip e senti partire flathead uno dopo l’altro, un concerto che va in crescendo fino ad arrivare ai top fuel anni ‘60/70 ancora con il propulsore davanti al pilota, e questo va avanti tutto il giorno. Una cosa che non dimentichero’ mai e che vorrei fare vedere a tutti quelli che ci mettono i bastoni tra le ruote in Italia quando organizziamo gare di accelerazione, sono le tribune del Famoso Raceway, tutte in legno e rete da giardino, con paletti arrugginiti, probabilmente il tutto è della stessa epoca dei dragster che vi corrono, riuscite a capire l’atmosfera in cui ti cali ? Bene, contengono piu’ di 8000 persone e vanno benissimo, solide, e confortevoli, sicure e pratiche, ma qui siamo in Europa e dobbiamo avere le tribune certificate e mille altre cazzate per far mangiare sopra a questo o quell’altro ente e per complicare la vita alle persone che hanno voglia di fare. Appena dietro alla strip, ( che per dovere di cronaca in manifestazioni vintage come questa assume la denominazione di “memory lane” .n.d.a)  nei vari piazzali c’è veramente quello che mi aspettavo, la gente è cordiale, disponibilissima e molto caratteristica,puoi fermarti a parlare del piu’ e del meno (se sai la lingua amico !!) con il proprietario di una multipremiata Hudson senza che si comporti come qualche Italiano ultimo arrivato che pensa di spiegare cose a tutti perché è andato una volta a Los Angeles con qualche viaggio organizzato , comunque il nome dell’evento non ha disatteso le mie aspettative, veramente, non è un luogo comune, in un solo giorno non si riesce a vedere tutto, ogni volta che ripassi in una lane (tra le altre cose da ricordare, ogni albero è dedicato con tanto di targa ad un personaggio o pilota ) vedi cose che prima non avevi notato, ci sono auto  che ho visto in decine di fotografie famose, addirittura prima di partire,come ho detto prima era morto da poco Wally Parks (28 settembre 2007 e noi siamo partiti il 4 ottobre) , abbiamo messo sul sito del club  un ricordo , con le nostre piu’ sentite condoglianze, casualmente scelsi una foto sua di un primo piano e poi una foto di lui con la Plymouth Belvedere del 1957, quella gialla con la pubblicità di Hot rod magazine ,per intenderci, auto a cui era molto legato,ecco, giro l’angolo e me la trovo davanti, insomma, se chi sta leggendo è un appassionato di queste cose penso che capisca cosa ho provato in quei giorni. Nei paddock, oltre a centinaia di bancarelle con parti introvabili, dal piccolo nottolino al motore completo di supercharger, che danno vita ad uno swap meet “da intenditori” , da non perdere sono gli stand “culto”. Un esempio per tutti ? Lo stand di Don Garlits, uno dei Big Daddy dell’hot rodding (nel 2001 è stato votato n° 1 drag racer degli ultimi 50 anni dal NHRA) che era presente con due dei suoi dragster, lo swamp rat VIII e lo swamp rat XII, (di 34 prodotti) oltre ad aver portato con se la sua personale Lincoln Zephir del 1939 custom ! Se capitate ad Ocala, in Florida, non potete non andare a vedere il suo museo dedicato al drag racing. Un altro esempio ? Honest Charlie, famosissimo preparatore da piu’ di 50 anni sulla scena made in USA di Chattanooga, Tennessee con la sua famosissima Funny car Jungle Jim, per non parlare di Offhenauser, presente con il suo dragster con accoppiati due flathead cromatissimi  e dell’immancabile stand della GM performance parts che ad intervalli regolari accendeva il mostruoso 572 c.i dandone una dimostrazione al pubblico con tanto di dyno test collegato con cui si poteva vedere la curva della coppia e l’erogazione in crescendo dei 720 hp in tempo reale.A prescindere dal fatto che ci vorrebbe una paginetta per ogni stand che si incontra in posti come questo, e non avendo proprio il dono della sintesi quando parlo della mia passione, sintetizzando il tutto per ovvi motivi di spazio,  vi consiglio di cercare di andarci ad un evento del genere, e magari al prossimo raduno a cui parteciperete avrete qualcosa da dire invece di sparlare, criticare o sparare sentenze su qualche argomento che conoscete comunque poco.

Anche al LOW RIDER SHOW  che si era tenuto la settimana prima a Las Vegas abbiamo fatto una grande abbuffata. Infatti la mia passione per questo tipo di vetture che "saltano " è un altra delle mie malattie conclamate. Accompagnati dal saggio Chevyboy che in fatto di lowrider ne sa una piu' del diavolo (e fiero possessore del low piu' performante in Italia, ma penso che la conosciate tutti, la mitica DA ONE) eravamo attesi dal direttivo del UCE car club, uno di più grossi e famosi club di Lowrider degli States. Siamo stati accolti come degli ospiti di primissima categoria da tutto il direttivo del club a cominciare dal suo Presidente Kita Lealao, un istituzione nel mondo Lowrider, ed abbiamo potuto assistere sin dal sabato a tutte le loro riunioni, compresa la riunione e la festa del sabato sera. Insomma un esperienza unica che ci ha dato l'opportunità di conoscere il lowrider style piu' da vicino, anzi direttamente dall'interno dell'organizzazione dell'evento piu' grosso in America del lowrider tour che per l'appunto si svolge a Las Vegas !! Da non dimenticare che in questo viaggio l'amico Chevyboy ha ricevuto la "placca" dell'UCE car club, aprendo cosi il primo chapter in Italia , di cui è Presidente e fondatore,complimenti, e auguri per il tuo chapter, noi ci crediamo e pensiamo che la cultura lowrider in Italia debba ancora crescere ma con il tuo aiuto sicuramente accrescerà la schiera di appassionati. La cosa che piu' ci hanno colpito piu' che lo show stesso che era veramente qualcosa di indescrivibile sia la parte statica che le gare nelle varie categorie, street dancer, radical eccetera è lo spirito di club che abbiamo visto in tutti i club è una cosa da prendere ad esempio. Un po di foto non fanno mai male per dare una piccola idea di cosa abbiamo avuto la fortuna di vedere.


HOT ROD REUNION , BAKERSFIELD, CA


LOW RIDER SHOW, LAS VEGAN, NV